Ci si può già prenotare, la prima è sabato 3 ottobre. Sabato 10 ottobre con Atelier Ago si può ballare tra le opere. Progetto di Fondazione di Modena sul complesso del Sant’Agostino
Ripercorrere, tappa per tappa, fotografia per fotografia, il progetto artistico con il quale Francesco Jodice ha accompagnato il cantiere della trasformazione del Sant’Agostino a partire dal 2021. È il tema delle visite guidate gratuite alla mostra “Come and See” allestita alla Palazzina dei Giardini ducali di Modena in programma da sabato 3 ottobre, alle 16, e alle quali ci si può già iscrivere qui. Gli altri appuntamenti sono il 14 novembre, il 16 gennaio e il 6 febbraio, sempre alle 16. Mentre sabato 10 ottobre, alle 11, nell’ambito della mostra si può anche ballare con il laboratorio gratuito di Atelier Ago “Dance dance dance”.
La mostra, promossa da Fondazione di Modena, si può visitare fino al 7 febbraio ed è stata allestita, con la collaborazione di Fondazione Ago, in vista dell’inaugurazione l’11 dicembre di una prima parte del complesso edilizio restaurato e rifunzionalizzato.
Il progetto culturale “Come and See” aveva l’obiettivo di trasformare l’ex ospedale, un luogo necessariamente chiuso e temporaneamente sottratto alla città, in uno spazio di osservazione, confronto e partecipazione.
Per oltre tre anni le immagini di Jodice hanno così abitato la “pelle” del cantiere: fotografie di grandi dimensioni installate sulle recinzioni e lungo le strade che circondano il complesso hanno raccontato ciò che stava accadendo all’interno e, allo stesso tempo, hanno coinvolto la città, i suoi abitanti e in particolare le nuove generazioni in una riflessione sulla sua trasformazione.
La partecipazione attraversa tutti i diversi capitoli di “Come and See”. Il progetto non si limita infatti a documentare la trasformazione architettonica del Sant’Agostino, ma mette al centro la relazione tra il luogo e le persone che lo osservano, lo attraversano e ne immaginano il futuro. Il cantiere diventa così uno spazio permeabile: il confine fisico che separa l’edificio dalla città viene utilizzato come superficie del racconto e come dispositivo di relazione. Le fotografie non descrivono soltanto ciò che accade, ma chiedono a chi le guarda di completarne il significato attraverso la propria esperienza.
La mostra, curata da Chiara Dall’Olio e Lorenzo Respi, propone 19 opere fotografiche di medio e grande formato (12 delle quali entrate nella collezione di Fondazione di Modena) e restituisce oggi, anche con immagini inedite, questo lungo percorso proprio mentre il cantiere si avvia a lasciare spazio al nuovo Ago. In esposizione anche dieci composizioni grafiche create da Sara Gentile che, con scene di backstage, raccontano il lavoro sviluppato dall’artista con il coinvolgimento dei ragazzi.
La mostra si può visitare a ingresso libero dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; al sabato, alla domenica e nei festivi a orario continuato dalle 11 alle 19.
Sabato 10 ottobre, alle 11, con il laboratorio gratuito di Atelier Ago “Dance dance dance” e la guida della coreografa Elisa Balugani, con musica dal vivo, si può sperimentare un modo diverso di visitare, capire e interpretare un allestimento attraverso la gestualità e l’ascolto del proprio corpo, stimolando creatività e benessere. Iscrizioni su agomodena.it.
foto di Elisabetta Baracchi.