Documentazione

Statuto e regolamenti

Il nuovo statuto prevede il cambio di nome in Fondazione di Modena e l’introduzione di limiti più stringenti ai mandati degli Organi istituzionali

Statuto

La Fondazione ha un nuovo Statuto, entrato in vigore il 9 aprile 2019, dopo l’approvazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Tra le novità più significative, il cambio del nome in “Fondazione di Modena” e il limite dei due mandati sia per la carica di Presidente, che per il Consiglio di Amministrazione che per il Collegio dei Revisori, con la possibilità di assumere nuovamente cariche in un altro organo, ma solo dopo una pausa di tre anni. L’unico organo per il quale non sono previsti limiti ai mandati è il Consiglio di indirizzo, fatta salva la pausa di tre anni ogni due mandati.

Il nuovo testo stabilisce che i componenti degli organi durino in carica “per quattro esercizi finanziari, compreso quello di insediamento”, e restino in carica “fino all’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio”, con l’obiettivo di un coerente collegamento tra la responsabilità di amministratore e gli atti di indirizzo e programmazione adottati.

Per l’elezione del Vice Presidente viene richiesto il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti in carica, almeno per le prime due votazioni. Per il Cda è inoltre prevista la possibilità di delegare determinate funzioni anche a dipendenti della Fondazione e non solo al Presidente, a suoi membri e al Direttore generale, in sintonia con un modello operativo che sempre più qualifica le distinte funzioni degli organi e della struttura tecnica, soprattutto in materia finanziaria e gestionale.

Per quanto riguarda i membri del Consiglio di Indirizzo, il nuovo Statuto amplia la platea dei potenziali designati da parte dell’Università, includendo anche i professori associati, in considerazione della composizione attuale e futura del corpo docente. Si stabilisce, inoltre, che dei tre componenti cooptati almeno uno debba avere esperienza e competenza nel settore dell’educazione e della formazione, in coerenza con uno degli obiettivi strategici della Fondazione.

Il nuovo testo prevede infine la possibilità di incrementare il patrimonio della Fondazione attraverso donazioni liberali di privati, una volta verificati i requisiti del donatore e gli oneri eventuali connessi alla donazione.

Leggi il testo dello Statuto
Scarica il Regolamento Generale
Scarica il Protocollo Acri Mef
Scarica il Regolamento di gestione del patrimonio
Scarica il Regolamento elettorale

Documenti programmatici

Documenti Previsionali 2015 – 2020; Documento Strategico di Indirizzo 2017 – 2020; Piano Triennale 2013 – 2015

Il Documento Programmatico Previsionale 2020

Il Documento Programmatico Previsionale 2020 della Fondazione conferma l’operatività nei settori “Arte, attività e beni culturali”, “Welfare”, “Formazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico”, “Progetto S. Agostino”, oltre agli obiettivi trasversali strategici riferiti alle aree “Giovani” e “Pari Opportunità”.

Il Documento evidenzia inoltre uno stanziamento per l’attività erogativa 2020 pari a 19,5 milioni di Euro. Per quanto riguarda le destinazioni, vengono confermate, in continuità con le indicazioni contenute nel DSI 2017 – 2020, tutte le percentuali di assegnazione adottate nel corso degli ultimi anni. Si intende tuttavia valorizzare i settori “Crescita e formazione giovanile” e “Famiglia e valori connessi”, con un incremento rispetto al passato rispettivamente del 6% e del 3% delle erogazioni sul totale previsto.

Sarà confermato l’impegno assunto da anni per “Fondazione con il Sud”, nel solco di un’importante e continua azione di solidarietà fra territori, condotta dal sistema-fondazioni, così come l’adesione al “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”, istituito dall’ACRI e destinato a interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.

“Nel corso del 2020 – si legge nel Documento – sarà prioritario lo sviluppo dell’attività di valutazione degli impatti generati dai progetti finanziati dalla Fondazione. Partendo dagli outcome attesi e dall’esperienza maturata nel 2019 con la sperimentazione in due ambiti pilota, si procederà a finalizzare tutti gli strumenti dell’attività erogativa alla raccolta dei dati necessari per la verifica sia degli output che degli outcome. Si tratta di un obiettivo ambizioso cui si tenderà in modo graduale ma continuo”.

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Il Documento Programmatico Previsionale 2019

I fondi a disposizione della Fondazione per l’attività erogativa 2019-2020 ammontano a 19 milioni di euro. Sarà confermato inoltre l’impegno assunto da anni per “Fondazione con il Sud”, nel solco di un’importante e continua azione di solidarietà fra territori, condotta dal sistema-fondazioni, così come l’adesione al “Fondo di solidarietà per i territori delle Fondazioni in difficoltà”, alimentata in parte con fondi erogativi e in parte con risorse derivanti dal Fondo Progetti comuni ACRI.

È quanto prevede il Documento Programmatico Previsionale approvato dal Cda della Fondazione il 26 ottobre 2018.

“Il segno distintivo dell’azione della nostra Fondazione – si legge nel Documento -vuole essere lo sviluppo di forme aggiornate di cooperazione, coinvolgimento, coprogettazione con tutti i soggetti che operano in campi di intervento analoghi e in forme qualificate. L’aspirazione è costruire un sistema ricco di sinergie grazie alle quali le competenze istituzionali vengono valorizzate, senza inutile protagonismo o ridondanze, nell’interesse della nostra comunità”.

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Il Documento Strategico di Indirizzo 2017-2020

Sostenere la nascita di progetti ad alto impatto sociale; superare una modalità dispersiva e frammentata delle erogazioni; ridurre le iniziative esclusivamente assistenziali; privilegiare progetti con prospettive di sostenibilità economica. Sono queste le linee guida della Fondazione  di Modena per i prossimi quattro anni, contenute nel Documento Strategico di Indirizzo.

La crisi impone un cambio di paradigma e precise scelte di campo. Le difficoltà si possono superare a condizione che tutti insieme agiscano per supportare la crescita. Due i modi per farlo: operare in una prospettiva di medio e lungo periodo; agire sui fattori che producono sostegno allo sviluppo sociale. Questo vuol dire “ricreare lavoro” come “momento di incrocio tra autonomia e responsabilità nella vita di tutti”.

La Fondazione intende operare secondo principi di “sussidiarietà responsabile” e partecipare al dibattito con la società civile e con le istituzioni per favorire “riflessione e azione comuni”. Il Documento Strategico di Indirizzo individua alcuni obiettivi strategici fondamentali, settoriali (arte, attività e beni culturali; welfare; formazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico) e “trasversali” (giovani e Polo culturale Sant’Agostino).

Ai due obiettivi trasversali se ne è aggiunto un terzo, il contrasto alla discriminazione e alla violenza di genere. L’obiettivo mira alla diffusione della cultura del rispetto della diversità tra uomo e donna per contrastare la violenza di genere e promuovere le pari opportunità. La Commissione Pari Opportunità della Fondazione ha elaborato un documento che va a integrare il Documento Strategico d’Indirizzo indicando obiettivi specifici e criteri di selezione dei progetti.

Investire sulle nuove generazioni vuol dire favorire la loro capacità di essere protagoniste attraverso la ricerca, l’educazione, la cultura e la creatività. Nel progetto del Polo S.Agostino, allargato al Palazzo dei Musei e all’ex Ospedale Estense, c’è una visione che coniuga eredità culturale e modernità, accanto all’obiettivo di “generare un luogo di relazione e integrazione tra i soggetti culturali della città”.

Il Documento Strategico di Indirizzo 2017-2020 è frutto di un’intensa attività di ascolto di chi “vive il lavoro sociale, culturale, educativo e di ricerca nella quotidianità”. La Fondazione sta avviando un modello di gestione che, partendo dalla visione strategica, individua priorità, definisce obiettivi e risultati attesi, costruendo un sistema di controllo e di verifica degli interventi al fine di verificare l’efficacia delle azioni prodotte.

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Scarica il documento sulle Pari Opportunità

Il Documento Programmatico Previsionale 2018

Le risorse accantonate dalla Fondazione di Modena per il  triennio 2018-2020 ammontano a 89 milioni di euro. E’ quanto prevede il Documento Programmatico Previsionale approvato dal Cda della Fondazione. La somma comprende i 36 milioni di accantonamenti per erogazioni del biennio 2018-2019, i 38 milioni 790 mila euro del Fondo Sant’Agostino, i 10 milioni e mezzo del Fondo stabilizzazione erogazioni e 3 milioni 766 mila euro di residui da esercizi precedenti. Considerato che l’impegno assunto per “Fondazione con il Sud” è pari a 886.783 euro, il totale delle risorse a disposizione del territorio per l’attività istituzionale nel 2018 è pari a 17 milioni 113 mila euro.  

Anche nel 2018 – si legge nel documento programmatico – continuerà l’impegno per ridefinire la relazione con gli stakeholder nella logica di un nuovo patto con la comunità e le istituzioni, fondato sul rispetto dei rispettivi ruoli e nel quale assumersi impegni forti e al tempo stesso ben orientati a specifiche aree di lavoro. Vanno trovati congiuntamente nuovi modelli di relazione e di intervento per costruire un ruolo per la  Fondazione che sia traino di processi di innovazione e concreto “agente di sviluppo” attraverso modelli di co-progettazione responsabile e sostenibile.  

Alla ridefinizione del modello di intervento, si è accompagnata a partire dal 2017 una revisione della quantificazione delle risorse assegnate ai diversi settori di attività della Fondazione, in relazione ad una diversa articolazione delle priorità strategiche evidenziata nel DSI. In particolare, vengono valorizzati i settori “Crescita e formazione giovanile” e “Famiglia e valori connessi”, con un incremento rispetto al passato rispettivamente del 6 e del 3% delle erogazioni sul totale previsto. Nel 2018 le percentuali di erogazioni ai settori vengono confermate rispetto al 2017, anno in cui si è operata una modifica in una prospettiva temporale triennale 2017-2019: ai 5 settori rilevanti il 92% del totale previsto; ai settori ammessi l’8%. Si avrà, peraltro, una riduzione quantitativa media di circa il 5% nel valore assoluto delle risorse erogate rispetto all’anno precedente.

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Il Documento Programmatico Previsionale 2017

La Fondazione, tenuto conto anche del rilevante calo del valore dell’azione UniCredit registrato nel corso del 2016 ritiene opportuno, al fine di salvaguardare il proprio patrimonio, contenere i flussi di erogazione entro valori inferiori a quelli degli anni precedenti. Pertanto le disponibilità già accantonate per l’attività istituzionale 2017, pari a 20 milioni di euro, vengono ridotte a 19 milioni. Il totale dei fondi accantonati in previsione di erogazioni per il triennio 2017-2019 – considerando il risultato dell’esercizio 2017 – ammonta quindi a 55 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i residui da esercizi precedenti pari a 4 milioni 640 mila 156 euro (al 30 giugno 2016). La dimensione di tali residui risulta adeguata a fronteggiare eventuali erogazioni derivanti da emergenze o comunque da impegni non immediatamente prevedibili in corso d’anno.

La progressiva riduzione di risorse rende quindi urgente ridefinire la relazione con gli stakeholder. Vanno trovati nuovi livelli di equilibrio, lasciando alle spalle l’immagine di una Fondazione che interviene indifferenziatamente su tutto e con risorse indefinitamente elastiche, per tratteggiare una nuova immagine di Fondazione “specializzata” e motore d’integrazione di risorse e di coprogettazione responsabile e sostenibile. Alla riduzione quantitativa si accompagna una revisione qualitativa delle risorse assegnate ai diversi settori di attività della Fondazione, in relazione a una diversa articolazione delle priorità strategiche. In particolare vengono valorizzati i settori “Crescita e formazione giovanile” e “Famiglia e valori connessi”, con un incremento rispettivamente del 6 e del 3 per cento sul totale.

Va ricordato che la Fondazione aderisce all’iniziativa nazionale per il contrasto alla povertà educativa minorile inserita dal governo nella Legge di Stabilità per il 2016. L’apposito Fondo istituito dall’Acri è destinato al sostegno di interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono lo sviluppo educativo dei minori. Il Fondo è alimentato dai versamenti effettuati annualmente dalle Fondazioni di origine bancaria per il triennio 2016-2018. L’impegno della Fondazione per il 2016 ammonta a 3 milioni 728 mila 708 euro, di cui 2 milioni 796 mila 531 sono relativi a crediti d’imposta riconosciuti alla Fondazione (75 per cento dell’impegno assunto); 367 mila 428 euro sono disponibilità prelevate dal fondo per la Fondazione con il Sud; 564 mila 749 prelevate da residui. Considerata quest’ultima somma la disponibilità totale per l’attività istituzionale 2017 sarà di 19 milioni 564 mila 749 euro.

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Il Documento Programmatico Previsionale 2016

Le risorse che la Fondazione mette a disposizione del territorio per il prossimo anno  ammontano a 20 milioni di euro. E’ quanto ha deliberato il Consiglio d’Indirizzo uscente in sede di approvazione della Relazione semestrale 2015. In questo modo il nuovo Consiglio d’Amministrazione potrà dare piena copertura all’attività istituzionale del 2016 grazie a risorse interamente disponibili e già accantonate. In attesa che il nuovo Consiglio d’Indirizzo predisponga un nuovo “Programma pluriennale di interventi”, vengono confermate tutte le percentuali di assegnazione delle risorse destinate all’attività istituzionale adottate nel corso degli ultimi anni. La quota maggiore di risorse (42 per cento) viene destinata ancora una volta alle attività di rilevanza sociale.

Sarà confermata anche per l’anno 2016 la modalità di compilazione on-line delle richieste di contributocon positive ricadute sul lavoro istruttorio e l’acquisizione di dati necessari alla valutazione. Questa modalità di raccolta delle richieste, oltre a dare ottimi risultati organizzativi interni, è stata molto apprezzata dagli interlocutori della Fondazione, anche perché è stata introdotta in modo graduale e che è stata posta massima attenzione al servizio di assistenza durante la compilazione.

Tra le iniziative proprie della Fondazione, il Piano Triennale in scadenza pone particolare attenzione sul progetto Sant’Agostino e sulle attività di Fondazione Fotografia. Il progetto Sant’Agostino si configura come il più importante intervento edilizio ed urbanistico degli ultimi anni in centro storico. L’obiettivo è  realizzare un nuovo polo culturale in cui insediare importanti funzioni nel settore bibliotecario, espositivo e formativo. Il rallentamento del piano di attività è stato causato dai tempi del contenzioso avviato nei confronti di autorizzazioni della Soprintendenza e del Comune di Modena. I lavori, nel caso di una positiva soluzione del contenzioso, potranno essere avviati nel 2016.

Il progetto di Fondazione Fotografia, avviato nel 2007, è ormai consolidato. Anche per il 2016 vengono confermate le principali linee di attività: lo sviluppo delle collezioni; le esposizioni periodiche al Foro Boario; l’attività formativa, rivolta a differenti tipologie di utenti. Nel 2016 si potrà consolidare il trend che sta portando Fondazione Fotografia a diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale nel campo dell’arte fotografica e dell’immagine. Questa azione di consolidamento potrà avvalersi delle possibili sinergie da realizzare con la Galleria Civica e gli altri istituti culturali della città.

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Il Documento Programmatico Previsionale 2015

L’avanzo d’esercizio previsto nel 2015 è di oltre 32 milioni di euro. E’ quanto emerge dal bilancio di previsione della Fondazione di Modena approvato di recente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tale cifra consente di destinare all’attività erogativa del 2015 risorse per 20 milioni di euro. Se si escludono i 700 mila euro destinati alla  “Fondazione con il Sud”,  il totale delle risorse a disposizione del territorio risulta pari a 19 milioni 300 mila euro, oltre un milione in più rispetto alle previsioni sul 2014. I dati di consuntivo delle erogazioni deliberate negli ultimi tre esercizi mostrano che la Fondazione ha accentuato il proprio intervento nel settore del welfare, in stretta connessione con gli Enti locali del territorio. Nella composizione percentuale degli interventi, le attività di rilevante valore sociale costituiscono il principale settore d’intervento, secondo quanto previsto dal Piano Triennale.

Tra le iniziative proprie della Fondazione riveste un particolare rilievo il progetto di riqualificazione dell’ex Ospedale Sant’Agostino. Nel corso del 2014 il Consiglio di Amministrazione ha completato la procedura di selezione del soggetto imprenditoriale a cui affidare i lavori. Il progetto del nuovo Polo Culturale si configura come il più importante intervento edilizio e urbanistico degli ultimi anni nel centro storico di Modena. Un particolare accento va posto anche sulle attività svolte da Fondazione Fotografia. Il progetto, avviato nel 2007, è oramai consolidato, sia per quanto riguarda la struttura che per la qualità riconosciuta delle attività svolte. Troveranno prosecuzione, quindi, anche  nel corso del 2015, con il sostegno della Fondazione di Modena, le principali linee di attività di questa società strumentale.

Va inoltre ricordato il completamento dell’intervento di riqualificazione del complesso San Paolo, riguardante un’ampia porzione di centro storico della città di Modena e il successivo insediamento, nel 2015, di gran parte dei servizi previsti, tra cui la scuola di belcanto, l’asilo nido, la scuola materna e la nuova biblioteca della facoltà di giurisprudenza.

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Il Piano Triennale 2013-2015

Anche per il triennio 2013-2015 puntiamo ad accrescere il benessere delle comunità di riferimento attraverso il sostegno a progetti riguardanti le tre principali aree di intervento: arte e beni culturali; ricerca scientifica e tecnologica; attività di rilevante valore sociale. Presteremo particolare attenzione alle ricadute sociali della crisi economica, rafforzando il rapporto con le organizzazioni del Terzo settore.
Continueremo a dare il nostro sostegno a progetti di formazione e ricerca, fattori di sviluppo essenziali per una società aperta alle sfide dell’innovazione. Siamo certi che investire sulla formazione dei giovani favorisca una maggiore interazione tra la scuola, l’università e il tessuto produttivo locale.  Il recupero e la riqualificazione dell’ex Ospedale Sant’Agostino resta una priorità della Fondazione anche per il triennio 2013-2015. E’ uno di quei progetti capaci di aprire nuove prospettive alla città. Siamo certi che il Polo culturale Santagostino offrirà una straordinaria occasione per rilanciare l’offerta culturale, formativa e di ricerca dei principali istituti culturali della città e del mondo universitario.

Scarica il piano triennale 2013-2015 (pdf)

Bilanci

Il bilancio di mandato 2016 – 2019

Nel periodo 2016-2019 la Fondazione ha erogato complessivamente oltre 107 milioni di euro di contributi a sostegno di 1273 progetti per lo sviluppo del territorio, investendo in tre settori di intervento: Arte attività e beni culturali, Ricerca scientifica e tecnologica, Welfare. A questi si aggiungono diverse progettualità sovraterritoriali che vedono la Fondazione lavorare in sinergia con le altre fondazioni per lo sviluppo del territorio nazionale (sostegno a Fondazione con il Sud, Fondo povertà educativa minorile, Fondo integrazione volontariato).

Il 46 per cento delle risorse finanziate dalla Fondazione confluiscono nell’area Welfare per un totale di 47 milioni 787 mila euro che vanno a finanziare 755 progetti. L’area include il sostegno pluriennale al Fondo nazionale contro la povertà educativa minorile che la Fondazione ha finora sostenuto con 14 milioni 212 mila euro. A seguire, per il 38 per cento delle risorse, l’area Arte, Attività e Beni culturali con lo sviluppo di 410 progettualità per complessivi 40 milioni 708 mila euro. Al settore Ricerca scientifica e tecnologica sono andati 16 milioni 355 mila euro (il 15 per cento delle risorse complessive) per 112 progetti.

Nel corso del periodo di mandato la Fondazione ha cercato di concentrare maggiori risorse su un numero di decrescente di progettualità al fine di ridurre la frammentazione dei contributi. Il valore medio unitario delle erogazioni è aumentato del 28% dal 2016 al 2019 a fronte di una riduzione del 7,8% delle progettualità.

I finanziamenti a progetti gestiti da terzi rappresentano la parte più consistente delle erogazioni per un importo pari a 49 milioni 634 mila. Va sottolineato come l’ammontare delle risorse stanziate attraverso lo strumento del bando mostri una tendenza in crescita (+7,4% dal 2016 al 2019), in quanto si presta maggiormente ad una definizione puntuale degli obiettivi attesi e dei criteri di valutazione.

L’ammontare erogato a favore di progetti svolti in collaborazione con altre Fondazioni è pari a 16 milioni 684 mila euro; le risorse veicolate agli enti partecipati sono pari a 11 milioni 403 mila euro nel quadriennio.

Le università, i centri studi, le scuole e gli enti di formazione, così come quelli con l’Amministrazione pubblica e le associazioni culturali, sportive e ricreative, rappresentano le categorie di enti maggiormente serviti dai finanziamenti della Fondazione. Un ulteriore elemento da sottolineare riguarda la crescita progressiva dei contributi nei confronti di progetti sovra-territoriali, finalizzati a risolvere emergenze e problematiche a carattere regionale e nazionale.

Bilancio di Mandato 2016 – 2019
Video Bilancio di Mandato 2016 – 2019
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Il Bilancio di mandato 2011-2015

Nel periodo 2011-2015 la Fondazione ha erogato risorse complessive per 121 milioni di euro a sostegno di oltre 1700 progetti, cui si aggiungono i fondi accantonati per la realizzazione del progetto S.Agostino. La metà delle risorse (oltre 61 milioni di euro) è stata indirizzata a favore di iniziative di rilevanza sociale, a contrastare gli effetti della crisi economica e delle situazioni di emergenza. Circa 40 milioni di euro sono andati alla cultura e ai beni culturali. Poco meno di 20 milioni alla ricerca scientifica e tecnologica. L’entità delle erogazioni colloca la Fondazione di Modena nel gruppo delle Fondazioni di origine bancaria che hanno la maggiore incidenza sul territorio.

2011/2015

Importo deliberato
n. progetti
Arte, attività e beni culturali 39.575.988 466
Ricerca scientifica e tecnologica 19.968.532 158
Area di Rilevante valore sociale 61.702.990 1.128
Totali 121.247.5101.752

*L’ammontare deliberato del 2015 è conteggiato al 30 settembre.

Gli anni del mandato sono stati caratterizzati dall’aggravarsi della crisi economica e finanziaria che ha colpito anche le aree produttive più avanzate e competitive come le nostre. Le statistiche indicano una riduzione dei redditi pro-capite e un aumento delle aree di povertà assoluta e relativa. E’ cresciuta inoltre l’area di marginalità in fasce della popolazione che vedono ridursi le prospettive di un inserimento stabile nel mercato del lavoro e nella società.

In questo contesto l’attività della Fondazione ha dovuto confrontarsi, da un lato, con le difficoltà della situazione finanziaria che ha reso molto più complessa la gestione del patrimonio e, dall’altro, con una crescente domanda di sostegno al welfare locale. Sul versante del patrimonio, la Fondazione è riuscita a contenere l’impatto negativo della crisi finanziaria che ha colpito tutti i principali mercati dei titoli obbligazionari e azionari. Una gestione improntata a investimenti finanziari a medio lungo termine con un buona redditività ha consentito di stabilizzare su livelli elevati i proventi finanziari e quindi il flusso di risorse reso disponibile per le comunità di riferimento. Nel periodo la redditività del portafoglio finanziario è stata pari al 4.8% annuo, un valore di gran lunga superiore al tasso di inflazione e agli indici finanziari di mercato. Sul fronte sociale la risposta della Fondazione si è manifestata attraverso un’accentuazione degli interventi a contrasto delle situazioni di vulnerabilità che riguardano le famiglie numerose e a basso reddito, gli anziani a rischio di non autosufficienza e i giovani con difficoltà ad accedere al mercato del lavoro.

Le difficoltà collegate alla crisi economica sono state aggravate dal terremoto del maggio 2012 e dalle inondazioni che hanno colpito vaste aree della nostra provincia. La Fondazione si è mobilitata prontamente mettendo in campo un rilevante impegno finanziario e svolgendo un ruolo di coordinamento tra le altre fondazioni. All’indomani del terremoto sono stati raccolti 24 milioni di euro e avviati 41 progetti nei territori delle quattro province colpite: Modena (18 interventi); Ferrara (9 interventi); Reggio Emilia (10 interventi); Bologna (4 interventi). Un quarto delle risorse (6 milioni di euro) è stato messo a disposizione dalla Fondazione di Modena; 12 milioni sono stati raccolti dalle altre 8 fondazioni dei territori colpiti; altri 6 milioni sono arrivati dalle fondazioni nazionali.

Agli interventi per il terremoto vanno aggiunti quelli destinati alle popolazioni colpite dall’alluvione del gennaio 2014. La Fondazione ha stanziato un fondo di 500 mila euro, gestito in stretta collaborazione con il Comune di Bomporto, destinato al risarcimento delle spese di utenze straordinarie sostenute dalle famiglie alluvionate nei giorni dell’emergenza. Il dialogo che ha sempre caratterizzato i rapporti tra la Fondazione e le istituzioni ha facilitato e valorizzato il nostro apporto, così come determinante è risultato il legame con il mondo del volontariato, che ha dimostrato di essere, anche in questa occasione, una risorsa imprescindibile per la coesione sociale.

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