Mercoledì 22 luglio in Piazza Sant'Agostino uno spettacolo ideato da Gabriele Vacis e Roberto Tarasco per riflettere sul cambiamento climatico attraverso racconti, musica e parole

Che cosa resta quando il futuro che temevamo è già arrivato? E come possiamo immaginare il domani in un tempo segnato dal cambiamento climatico?

Da queste domande prende avvio Meditazioni sul clima, lo spettacolo in programma mercoledì 22 luglio alle ore 21.30 in Piazza Sant’Agostino, promosso da Fondazione di Modena e Unimore, in collaborazione con Codice Produzioni nell’ambito della rassegna Curioso.

Con la regia di Gabriele Vacis, la scenofonia di Roberto Tarasco e l’interpretazione delle attrici e degli attori di PoEM – Potenziali Evocati Multimediali, lo spettacolo propone un viaggio teatrale e musicale che intreccia scienza, letteratura, filosofia e testimonianze contemporanee per interrogarsi sul rapporto tra l’umanità e il pianeta.

Il punto di partenza è un dato tanto concreto quanto simbolico: l’Overshoot Day, il giorno dell’anno in cui l’umanità esaurisce le risorse che la Terra è in grado di rigenerare nello stesso periodo. Da qui si sviluppa un percorso di settantacinque minuti che mette in dialogo le riflessioni di scienziati, scrittori e pensatori con le paure, le speranze e le responsabilità di una generazione chiamata a confrontarsi ogni giorno con le conseguenze della crisi climatica.

Più che offrire risposte definitive, Meditazioni sul clima invita a costruire consapevolezza. Attraverso racconti, musica e immagini, lo spettacolo esplora i modi in cui l’essere umano ha immaginato la fine e la rinascita, il rapporto con la natura, il senso del limite e la possibilità di un cambiamento. Un’occasione per riflettere insieme su una delle questioni più decisive del nostro tempo, trasformando il sapere scientifico in esperienza condivisa.

A guidare questo percorso è Gabriele Vacis, tra i più importanti registi e autori della scena italiana, creatore di spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo come Il racconto del Vajont di Marco Paolini e ideatore di progetti culturali e pedagogici di rilievo internazionale. Al suo fianco Roberto Tarasco, musicista, scenografo e regista, collaboratore di alcuni dei più significativi protagonisti della cultura italiana.

Lo spettacolo è realizzato da PoEM – Potenziali Evocati Multimediali, impresa sociale che unisce arte, formazione e cura della persona attraverso linguaggi capaci di mettere in relazione teatro, comunità e temi della contemporaneità.

L’appuntamento si inserisce nel programma di incontri che accompagnerà la città verso l’apertura dei nuovi Musei Scientifici Universitari di AGO, offrendo occasioni di confronto sui grandi temi che attraversano il presente e il futuro delle nostre società.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.