Inaugurato il nuovo ambiente della parrocchia nell’ambito di “Fuori dalle mura”, il progetto promosso dalla Caritas diocesana e sostenuto da Fondazione di Modena
Un nuovo spazio dedicato all’inclusione e al reinserimento sociale ha aperto le porte alla parrocchia di Santa Rita. Inaugurata il 14 maggio, la nuova cucina solidale nasce come luogo di incontro e accompagnamento per persone detenute o coinvolte in percorsi di esecuzione penale esterna, con l’obiettivo di favorire relazioni, opportunità formative e occasioni concrete di reinserimento. L’iniziativa si inserisce nel progetto Fuori dalle mura, promosso dalla Caritas diocesana e sostenuto da Fondazione di Modena, nell’ambito del Bando Persona.
La nuova cucina rappresenta un tassello di un percorso che il Servizio Caritas porta avanti da anni all’interno della Casa Circondariale Sant’Anna di Modena. L’obiettivo è accompagnare persone che stanno affrontando misure alternative alla detenzione o percorsi di rientro nella vita sociale, costruendo occasioni di inclusione e promuovendo una cultura capace di guardare oltre il reato.
Fuori dalle mura nasce infatti per mettere in rete il coordinamento del Terzo settore attivo nell’ambito penitenziario, intrecciando sostegno concreto, giustizia riparativa e percorsi di autonomia. Il progetto si propone di creare spazi e relazioni che aiutino a ricostruire legami con la comunità e a favorire nuove opportunità di vita e lavoro.
Durante l’inaugurazione, Suor Maria Bottura, direttrice della Caritas diocesana, ha sottolineato il valore del nuovo ambiente come luogo affidato a una comunità e pensato per diventare un punto di riferimento attorno a cui costruire percorsi di vita. La cucina ospiterà attività già avviate e permetterà di valorizzare anche i prodotti realizzati all’interno del carcere, offrendo uno spazio in cui continuare esperienze e relazioni avviate durante i percorsi di accompagnamento. Suor Maria ha inoltre evidenziato la necessità di superare una logica puramente assistenziale: accompagnare persone che vivono situazioni di fragilità, ha spiegato, significa promuovere percorsi di crescita e riconoscere pienamente la dignità della persona.